Chi siamo


tutti-per-uno

L’Associazione è stata costituita a seguito dei numerosi episodi di violenza di cui i cittadini sono stati vittime.

Nel nostro ordinamento giuridico difendersi in caso di aggressione, rapina o atti di violenza predatoria rischia di tradursi in un ulteriore danno.

La legittima difesa infatti è regolamentata, nell’ordinamento, dall’articolo 52 del Codice Penale.

« Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa. »

Appare chiaro che, se ti difendi, puoi cavartela solo in presenza “di un pericolo attuale” (l’aggressione contro di te deve essere in pieno svolgimento), e la tua difesa deve essere “proporzionata all’offesa“.

Tali condizioni (attualità del pericolo e proporzionalità della difesa) possono essere interpretate, in sede di svolgimento di un processo, in maniera così personale e larga da un qualunque magistrato da rendere un vero terno all’otto l’ esito processuale.

Per questo la necessità di un’Associazione che si occupi non solo della pur nobile opera di rieducazione di Caino, ma anche, e soprattutto della tutela di chi è vittima di reato cioè di Abele.

Gli obiettivi dell’Associazione sono:

  1. Modificare l’art.52 del Codice Penale attraverso la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare che puntualizzi con adeguati automatismi il concetto di “attualità del pericolo” e di “proporzionalità della difesa”.
  2. Adoperarsi affinchè gli attori di atti violenti e i loro aventi causa non possano costituirsi parte civile, nè possano pretendere alcun risarcimento danni da soggetti che, reagendo agli stessi atti, siano imputati a loro volta.
  3. Sostenere le vittime di atti di violenza, come rapine o altri reati predatori, sul piano psicologico, economico e legale.
  4. Costituire l’Osservatorio Permanente Legalità, allo scopo di monitorare l’attività degli organi preposti al contrasto dei reati predatori e/o frutto di violenza.
  5. Occuparsi dell’eventuale formazione dei giovani che abbiano commesso reati predatori e del loro eventuale inserimento nel mercato del lavoro.
  6. Sviluppare azioni ed iniziative utili a combattere, nei limiti e nelle forme consentite dalla legge e nel rispetto dei ruoli istituzionali la criminalità anche attraverso iniziative di volontariato attivo.